Blog

Carina Negrone
05
Ago 2010

Carina Negrone

L’ambiente, l’epoca, gli entusiasmi, i protagonisti di un’epica stagione di audacia, generosità e progresso fanno da sfondo e da cornice alla vita di un personaggio carismatico, a cui si deve la rinascita dell’Aero Club di Genova, dopo le terribile distruzioni belliche.

Recordwoman imbattuta:  a 24 anni, nel 1935, ottiene l’ambito primato mondiale di quota, oltre gli 11.500 metri  con un Caproni Ca 113 con motore Pegasus.
Nei vent’anni successivi Carina Negrone collezionò sette primati mondiali ed una grandissima esperienza, con una intensa attività volativa.
Nel 1954, si aggiudicò il primato mondiale di distanza per la categoria anfibi, record tuttora imbattuto e probabilmente destinato a restare tale: 2.987 Km dalla base militare di Ghedi a Luxor con il suo bimotore anfibio Piaggio P 136 L. Restò ininterrottamente ai comandi per 13 ore e 34 minuti.
Fu collaudatrice dell’industria Aeronautica Rinaldo Piaggio, e, in quel ruolo, consegnò un aereo, un anfibio Piaggio P 136, a un famoso committente: Aristotele Onassis.
Nel 1955 la marchesa Negrone venne eletta alla Presidenza dell’Aero Club di Genova, allora confinato nel campo d’aviazione di Novi Ligure. Alla metà degli anni 50 si ricominciò a parlare di aeroporto e Carina Negrone fu tra i promotori dell’iniziativa, perché era inconcepibile una grande città senza aeroscalo e perché contava di  riportare a Genova l’Aero Club.
Facendo atterrare i primi aerei dell’Aero Club sul primo embrione del’aeroporto, portò di fatto a Genova per la prima volta aerei con le ruote. Seminò aviazione sul terreno accidentato che sarebbe diventato, prima nel 1962 e quindi definitivamente nel 1986, l’Aeroporto C. Colombo.

Tags: